giovedì 23 luglio 2009

IL VANGELO SECONDO SATANA



Appena concluso questo poderoso romanzo dell'autore franco-americano Patrick Graham, ho pensato: non mi è piaciuto. La storia parte bene, con un incipit davvero accattivante: nel XIV secolo la madre superiora di un convento di Bolzano entra in possesso di un oggetto prezioso e, soprattutto, pericoloso, tanto da minacciare la stabilità di Santa Romana Chiesa. Per proteggere il segreto, la religiosa compie un gesto terribile e apparentemente incomprensibile.


Salto temporale: siamo ai giorni nostri e Marie Parks, agente dell'FBI dotata di poteri medianici, indaga su una serie di misteriosi omocidi. Un serial killer imperversa sterminando le religiose dell'ordine delle Recluse, da sempre incaricate di custodire i manoscritti più pericolosi per la Chiesa Cattolica. Quella che sembrava una routinaria indagine si trasforma in qualcosa di molto più grande e complesso che porterà Marie a fare i conti con i suoi strani poteri. Nel corso dell'inchiesta, il cammino della Parks si incrocia con quello di padre Carzo, esorcista della congregazione dei Miracoli, che sta cercando di venire a capo di una serie di possessioni diaboliche che si verificano sempre con maggiore frequenza e in più punti dell'orbe terracqueo. Insieme, Marie e Carzo dovranno fronteggiare le forze del Maligno e sconfiggere una setta satanica che mira a rovesciare il papa e ad assumere il controllo del Vaticano.
Molta carne al fuoco, come si vede da questa pur molto sintetica sinossi. La trama è un groviglio a volte inestricabile di sottotrame e citazioni religiose, più volte ripetute con un effetto di ridondanza che disturba la lettura. Se l'approfondimento religioso è piuttosto curato, non altrettanto la parte scientifica: la descrizione delle autopsie tende a scivolare più volte nel ridicolo. Nella ultime pagine, ho notato delle spaventose assonanze con "Il terzo segreto" di Steve Berry.

Non mi è piaciuto, quindi. Eppure... eppure ho divorato il libro durante un viaggio andata e ritorno Roma- Trieste e non solo perché non avevo di meglio da leggere. La scrittura, e la traduzione, riescono a coinvolgere il lettore, mediante immagini evocative e solleticando la curiosità per l'occulto che ci cela in ognuno di noi.


Nessun commento:

Posta un commento