venerdì 14 agosto 2009

Quegli intriganti degli Orléans

Si dice che la regina Margherita di Savoia, alla ricerca di una consorte per il recalcitrante e introverso figlio Vittorio Emanuele, abbia esclamato: "Le Orléans, no! Sono delle intriganti!". Il perché di tale diffidenza verso il ramo cadetto della dinastia Borbone, al vertice della categoria dei principi del sangue, è presto detto: fu proprio Luigi Filippo II, detto Filippo Égalité, a sostenere la rivoluzione francese, finendo poi egli stesso vittima della ghigliottina.
Se la regina Margherita avesse letto questo libro basato su fatti realmente accaduti, il romanzo "La strana giornata di Alexandre Dumas" di Rita Charbonnier, forse avrebbe improntato le labbra a un sorriso soddisfatto, trovando conferma alle proprie supposizioni.
Al centro della storia, infatti, c'è un baratto di neonati: nella cittadina di Modigliana due donne, nella stessa notte, danno alla luce un figlio. Una è la moglie dello sbirro Lorenzo Chiappini e, dopo una lunga sofferenza, partorisce un maschio. L'altra, invece, è una nobildonna, si fa chiamare de Joinville, ma in realtà è Luisa Maria Adelaide di Borbone- Penthièvre, consorte di Filippo Égalité, ricchissima ereditiera. Luisa Maria mette al mondo una bambina, e questo per gli Orléans è un bel guaio: se non assicurerrano la continuità dinastica, l'immenso patrimonio dei Penthièvre tornerà alla Corona di Francia. Così, il losco Filippo Égalité concepisce un piano: il figlio di Chiappini viene scambiato con la piccola principessa francese. La dinastia è salva, il patrimonio pure.
Questo è l'antefatto del romanzo, in cui Maria Stella, nata principessa del sangue, si ritrova a crescere in un ambiente quanto mai estraneo, vittima della omertà di quanti la circondano, e sanno e tacciono. Alla morte del padre, Maria Stella, andata in sposa prima a un ricco Lord inglese poi a un barone russo, viene a conoscenza dell'inganno che ha marchiato la sua nascita. Da allora, la protagonista si batterà per il riconoscimento del proprio rango, tentativo quanto mai arduo visto che - nel frattempo - il sedicente duca di Orléans, in realtà figlio dello sbirro Chiappini, è salito al trono come re dei francesi.
La storia si dipana con leggerezza tra piani temporali diversi: una Maria Stella - ormai anziana ma indomita - rivendica la dignità della propria avventurosa vita di fronte a un giovane Alexandre Dumas, non ancora divenuto il leggendario autore de "I tre moschettieri". Vuole che dalla sua vicenda personale nasca un romanzo, un'opera senza tempo. Lo scrittore alterna, di fronte alla bizzarra vecchietta, stati d'animo diversi, tra cui prevalgono la diffidenza e lo sconcerto.
Il racconto si presta a diverse chiavi di lettura: alcuni vi hanno visto il tema del rapporto madre - figlia, considerando la tormentata relazione tra Maria Stella a la madre adottiva, altri vi hanno individuato il complesso problema ereditarietà versus ambiente (contano di più le inclinazioni genetiche o gli influssi dell'ambiente in cui veniamo allevati?).
Credo, in ogni caso, che questa storia sia soprattutto una ricerca della propria identità, ricerca tanto più ardua quanto maggiore è la sensibilità di chi la intraprende. Il viaggio, come nel caso di Maria Stella, non può prescindere da un ritorno alle orgini.

2 commenti: