domenica 30 gennaio 2011

Segnalazione - NESSUN FUTURO, il nuovo romanzo di Luigi Milani



In libreria da domani 31 gennaio Nessun futuro (Casini Editore 2010), il nuovo libro dell'amico scrittore e blogger Luigi Milani, un thriller con venature sovrannaturali ambientato nel mondo del rock.

Il libro
Nessun futuro è un romanzo a cui la categoria di romanzo va stretta. Potremmo chiamarlo romanzo/backstage, visto che descrive una storia che si svolge negli ultimi mesi del 2001 ma in cui magicamente si affaccia mezza storia del rock, dai Beatles al fantasma di Jim Morrison alla urban legend della “finta morte” di certe rock star, da Paul McCartney a Elvis a Michael Jackson, o proprio a Phil Summers, il protagonista “sotterraneo” del libro. Ma in realtà Nessun futuro sfugge a qualsiasi classificazione: come il vero rock, in fondo. E come il vero rock, ci trascina con sé e ci trasporta nel suo mondo. Lo fa attraverso l’io narrante, Kathy Lexmark, giornalista televisiva ultratrentenne, con un divorzio alle spalle e un futuro professionale quanto mai problematico. E lo fa lasciando aleggiare sempre sullo sfondo la sensazione che stia per succedere qualcosa, e poi qualcos’altro, e poi ancora qualcos’altro, in un crescendo vorticoso di suspense e adrenalina.
Il volume contiene un codice che, inserito nell’apposita sezione del sito dell'
editore fornisce l’accesso a numerosi “extra”.
Il fan trailer lo trovate
qui


L’autore
Luigi Milani, giornalista, traduttore e editor, ha pubblicato racconti per Giulio Perrone Editore, Akkuaria Edizioni e su alcune riviste letterarie. È uno dei soci fondatori della casa editrice
Edizioni XII. Ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tesanovic, Processo agli Scorpioni (Edizioni XII – Stampa Alternativa 2008/2009) e Nefertiti (Stampa Alternativa) e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). Nel 2010 ha pubblicato La torre, un racconto horror d’ambientazione medievale, inserito nell’antologia di racconti Bassa Marea (Historica Edizioni) e il suo primo romanzo Ci sono stati dei disordini (Arduino Sacco Editore)


Buona lettura!

lunedì 24 gennaio 2011

IL MONACO di MG Lewis, ovvero i dolci inganni del Diavolo





"Se l'amore fosse una colpa, perché Dio l'avrebbe fatto così dolce?" MG Lewis


Il coinvolgimento nella catena della memeizzazione ha avuto diversi effetti collaterali. Primo, mi ha spinto ad aggiornare il blog più frequentemente. Secondo, mi ha portato a riflettere sui libri che ho letto, non solo nel 2010, e su quelli che avrei voluto rileggere.
Il monaco, celeberrimo romanzo di Lewis, è uno dei testi che merita senza dubbio una rilettura anche a distanza di anni.
Matthew Gregory Lewis scrisse questo romanzo (titolo orginale: The monk) a vent’anni e dichiarò di aver impiegato solo dieci settimane a completare l’opera che forse rappresenta l’archetipo del romanzo gotico. Probabilmente si tratta solo di millanterie, e la composizione di una struttura narrativa così complessa e ricca di citazioni richiese molto più tempo.
Lewis nasce a Londra nel 1775 in una ricca famiglia proprietaria di vaste tenute in Giamaica. Ebbe un’educazione letteraria complessa e cosmopolita: di certo il soggiorno a Weimar, in Germania, fu determinante nella scelta e nella elaborazione del modello del romanzo gotico.
In breve, questa la trama de "Il monaco": Ambrosio è il superiore dei Cappuccini di Madrid ed è considerato, per la sua intransigenza e la sua incorruttibilità, un modello di santità. La fede di Ambrosio viene messa alla prova quando scopre che il suo confratello prediletto, Rosario, è in realtà una donna, di nome Matilda.
Vinto dalla lussuria, Ambrosio cede alla passione e intreccia una relazione carnale con Matilda. Ma il gorgo del peccato lo trascina, e dopo Matilda sarà la volta di un'altra donna, Antonia. Ma la concupita oppone resistenza alle profferte di Ambrosio e questi decide di ricorrere alla stregoneria, anche grazie alla complicità di Matilda. Nottetempo si introduce nella casa di Antonia e riesce a stuprarla. Colto in flagrante dalla madre della vittima, Elvira, Ambrosio uccide la testimone e decide di chiudere Antonia in una cripta, accessibile solo a lui.
Dopo varie vicessitudini, la caduta di Ambrosio si conclude con la cattura da parte dell’inquisizione e con la condanna a morte. Ma poche ore prima che la sentenza venga eseguita, Il diavolo in persona lo aiuta ad evadere. Triste consolazione: Satana rivela al monaco un’ultima, terribile verità e lo condanna a una morte ben più feroce rispetto a quella che gli era stata riservata dalla inquisizione.
Poche parole per descrivere questo capolavoro della Letteratura inglese. Lewis ci consegna un’opera dalla carica dirompente e distruttiva, in cui una forza incontrollabile, freatica e sensuale disgrega totalmente i pilastri morali e religiosi della nostra società. Come a dire che in questo mondo, nessun luogo, che sia basilica, chiesa, o convento, è al sicuro dalla minaccia delle forze oscure che albergano in ognuno di noi.
Una lettura imprescindibile.



Tra l'altro, dal romanzo è stato tratto un film, per la regia di Ado Kyrou, con Franco Nero. Qui sotto, la locandina (tratta dal bellissimo sito cinemedioevo):

domenica 16 gennaio 2011

HELP! Mi hanno memeizzato! Ovvero, le mie letture del 2010...



Si sta diffondendo su internet con una velocità spaventosa, come uno di quei virus informatici inarrestabili. Si tratta della “memeizzazione”, ovvero della tendenza a passare da blog a blog una lista di domande a cui rispondere. Sono stato tirato in ballo, anzi invocato!, dal buon Gelostellato. Per cui, emergendo dal pantano vischioso della Pigrizia, ecco la lista COMPLETA delle domande e delle risposte!

Quanti libri hai letto nel 2010?

35, più o meno. Anche se tenere un conto preciso è difficile, visto il non regolare aggiormento dello scaffale della mia libreria su anobii.

Quanti erano fiction e quanti no?

Nessuno. A parte che non credo di essere sicuro di conoscere il significato del termine "fiction" applicato a una lettura...

Quanti scrittori e quante scrittrici?

26 scrittori contro 9 scrittrici. Da cosa sarà dipesa questa sproporzione? Probabilmente trovo più naturale immedesimarmi nei personaggi creati dagli autori maschi.

Il miglior libro letto?

Senza dubbio L’impero dei lupi di Jean Christophe Grangé. Si tratta di un thriller ad alta tensione, scritto con grande maestria (e reso ancora più godibile dalla traduzione italiana di Alessandro Perissinotto). La lettura del romanzo mi ha spinto anche a vedere la trasposizione cinematografica, che non mi è affatto dispiaciuta.

E il più brutto?

Un occhio perfettamente blu di Chelesea Cain. In breve, un deludente guazzabuglio.

Il libro più vecchio che hai letto?

Rosso pompeiano, di Nino Marino. Splendido giallo ambientato pochi giorni prima della celeberrima eruzione del Vesuvio.

E il più recente?

Il longobardo, di Marco Salvador.

Quale il libro col titolo più lungo?
Una piccola storia ignobile di Alessandro Perissinotto.

E quello col titolo più corto?

Sultana, un romanzo-polpettone molto godibile, scritto dal Principe Michele di Grecia

Quanti libri hai riletto?

Nessuno, se si esclude la consultazione a testi che mi aiutano a preparare le stesure dei miei libri, e a cui ritorno spesso, come i libri di Maria Bellonci.
Anzi, no. Ho riletto da poco “Il sistema periodico”, la bellissima raccolta di racconti di Primo Levi.


E quali vorresti rileggere?
Il Gattopardo. Un capolavoro assoluto della letteratura italiana. L’


I libri più letti dello stesso autore quest’anno?
I romanzi di Alessandro Perissinotto. In poche settimane mi sono sparato la trilogia della psicologa indagatrice Anna Pavesi.

Quanti libri scritti da autori italiani?

Una buona quota! Venti italiani su un totale di 35 libri. Sono convinto non solo che sia solo importante leggere gli autori italiani, ma anche acquistare e leggere i libri della media- piccola editoria.

E quanti dei libri sono stati presi in biblioteca?

Nessuno. Non avrei la pazienza di restituire, il che non sarebbe carino.

Dei libri letti quanti erano ebook?

Uno: 31 ottobre di Glauco Silvestri. Un bel romanzo, e se volete potete scaricarlo anche voi, ciccando qui!

Ecco, sono arrivato in fondo alla lista. Alla fine, devo ammettere che è sempre utile riflettere su quello che si è scelto di leggere. Quindi, grazie a Gelo dell'invocazione, e dell'opportunità.

lunedì 10 gennaio 2011

Nostalgie del Nord est: Lama & Trama e il longobardo di Marco Salvador






Mi scuso per la lunga assenza, cari amici di blog. Molte cose sono cambiate, e in particolare una: ho lasciato il nord est per fare ritorno nella mia terra avita. Per cui, questo sarà un post un po' nostalgico... Prima di tutto, un breve cenno al concorso Lama&Trama. Si tratta di un certamen lettarario per racconti e monologhi che abbiano un "taglio" noir, e come elemento centrale nella trama il coltello. L'evento, infatti, è patrocinato dal comune di Maniago, in Friuli, celebre per le sue coltellerie.
Il bando è uscito questa estate e ho partecipato anch'io. Tra l’altro, tra i giurati c’era la brava e simpatica Lucia Tilde Ingrosso. Non ho vinto, ma come si suol dire l'importante è partecipare. Il racconto vincitore, Di numeri e di me, di Fabio Ombri sarà disponibile online in pdf ad Aprile 2011. Sempre in tema di nord est, ho letto di recente il romanzo "Il longobardo" di Marco Salvador.
Si tratta di una ricostruzione romanzata delle vita di Rotari, figlio del duca di Brescia e futuro re dei longobardi. Come altri libri di Salvador, la narrazione inizia con un epilogo a mo’ di prologo e si sviluppa in articolato flashback.
Il narratore delle vicende è Stiliano, un erudito di origine siriana, che è costretto ad abbandonare una vita di eccessi e di vizi per fare da tutore al giovane Rotari. L’integrazione nella vita della fara (nucleo comunitario longobardo) non è facile per Stiliano, abituato al lusso e alla mollezza. Man mano che il protagonista si abitua agli usi e ai costumi dei longobardi, si consolida anche il suo rapporto con Rotari. Il legame tra i due uomini è così forte che sopravviverà al tempo, e alla stessa morte del re dei longobardi, autore del famoso
editto. Il ritmo narrativo serrato riesce ad avvincere il lettore, nonostante in alcuni punti vi sia un eccesso di descrittivismo. Questo indulgere al didascalismo è tuttavia funzionale a creare una profonda empatia, una totale immersione in un’epoca tanto complessa e affascinante.
Per leggere l’incipit del romanzo, basta ciccare
qui.