domenica 28 agosto 2011

SF- Asimov, la spirale del tempo e la sua eternità



Oggi mi pare che la fantascienza, come genere letterario e cinematografico, stia esalando gli ultimi sospiri. Eppure negli anni 70 questo genere ha conosciuto un’esplosione veramente incredibile, specie negli USA. La leggevano tutti di più, ma forse la scrivevano anche meglio.
Io stesso l’ho scoperta, molti ma molti anni fa, frugando nella vecchia libreria di mio padre e trovando i volumi della collana Urania. Il primo che ho letto “Le due facce del tempo” (Starman’s Quest, 1962), a firma di Robert Silverberg , parlava di due gemelli e di come le loro vite fossero divise dai viaggi nello spazio. Ne rimasi così affascinato che cominciai a divorare tutti i volumi di quella vecchia libreria.
Robert Silverberg fu uno dei più grandi esponenti della hard SF (nulla a che vedere con quell’altro genere di hard, non fraintendiamoci), ovvero di quel filone fantascientifico in cui la trama prende avvio da un’ipotesi scientificamente plausibile. L’altro filone, quello della soft SF, in cui le basi scientifiche erano del tutto trascurabili, è più vicino al fantasy.
Il re indiscusso del genere hard SF è Isaac Asimov, ebreo di origine russa ma trapiantato negli USA. A parte i suoi lavori più conosciuti, come il ciclo della Fondazione e quello dei Robot, Asimov ha scritto alcuni dei più bei romanzi del genere SF. Recentemente ho ripreso in mano e ho riletto “La Fine dell’Eternità” (The End of Eternity), scritto nel 1955. Il tema del romanzo è rappresentato dal viaggio nel tempo e dai suoi paradossi.
Andrew Harlan è un tecnico della casta degli Eterni, ovvero coloro che hanno il compito di manipolare il tempo e di eliminare le imperfezioni della Storia. Gli Eterni hanno una disciplina ferrea, che, tra le altre cose, prevede la castità (argh!). Durante una missione, Harlan conosce Noys Lambent. Tra i due nasce una forte attrazione ma Harlan viene incaricato, proprio per eliminare le imperfezioni della Storia, di eliminare Noys. L’irreprensibile tecnico inizia allora a complottare contro l’Eternità per salvare la sua amata. Scopre che ci sono dei secoli, nel Futuro, che non risultano accessibili agli Eterni e che forse nascondno qualcosa di oscuro e terribile. Ben presto Harlan si trova a dover fronteggiare una realtà molto diversa da quella che immaginava e dovrà compiere una scelta cruciale per il destino dell’umanità. Un’umanità che si era completamente ripiegata su stessa, troppo impegnata a correggere gli errori del passato per guardare avanti.
Scritto da un giovane e ancora non celebre Asimov, che – ricordiamo – era un chimico e aveva una solida preparazione scientifica, “La fine dell’Eternità” è forse uno dei migliori romanzi dal grande Isaac. Insieme una metafora e un monito, la storia di Harlan ci ricorda che le distorsioni e le brutture della Storia sono - per quanto dolorosi - una tappa essenziale per l’evoluzione e il miglioramento.
Insomma, un libro imprescindibile per gli amanti e nostalgici della SF e, come è scritto nella prefazione di Giuseppe Lippi, un’esperienza “annichilente” per ogni lettore. E, insieme alla lettura del libro, riflettiamo anche sul perché la fantascienza sia un genere così in declino. Forse, anche se è triste ammetterlo, siamo ingabbiati nella spirale del nostro tempo e abbiamo smesso di guardare in alto, verso le stelle.

venerdì 12 agosto 2011

NeRoStOrIa- MAUD LA PRIMA DEI PLANTAGENETI



L’imperatrice Maud nasce nel castello di Sutton nel 1102 da Enrico I d’Inghilterra ed Edith di Scozia. Viene battezzata con il nome di Adelaide e per le mire politiche del padre viene promessa al futuro sovrano del Sacro Romano Impero Enrico V.
Giunta alla corte teutonica, presso la quale viene allevata ed educata, assume il nome di Maud. Nel 1117 viene incoronata imperatrice, a Roma. Fu un matrimonio infelice, il suo, marchiato dal sospetto dell’infertilità. Non riuscì a dare un erede all’imperatore, più grande di lei di diciassette anni, e che morì lasciando il nipote, Federico di Svevia, sul trono del Sacro Romano Impero.
Maud sembrava destinata al silenzio, ad essere inghiottita nelle pieghe ombrose della storia, come un personaggio secondario e facile da dimenticare.
Fu una tragedia a renderla una della più grandi protagoniste della storia inglese. La Nave Bianca, che trasportava suo fratello ed erede al trono Guglielmo, fece naufragio. Senza superstiti.
Si apriva una spinosa questione per la successione al trono. Enrico aveva, oltre a Maud, un figlio illegittimo, Robert, a cui aveva assegnato la prestigiosa contea di Glaucester.
Ma per quei tempi era impensabile che un bastardo cingesse la corona di Inghilterra, se non a prezzo di sanguinose lotte. D’altro canto, c’era Stefano di Blois, nipote di Enrico I e discendente diretto di Guglielmo il Conquistatore.
Invece, Enrico I ravvisò in Maud le qualità e il temperamento ideali per regnare e la proclamò sua erede. Fece in modo che tutti i Baroni del Regno, compreso Stefano, prestassero giuramento alla futura regina. Nel frattempo, Maud sposa Goffredo d’Angiò, dal quale riesce ad avere tre figli, al contempo fugando i dubbi sulla sua fertilità e assicurando continuità alla dinastia inglese.
Nel 1135, mentre Maud era incinta per la terza volta, apprese che suo padre era morto durante una battuta di caccia, forse avvelenato. I Baroni giurarono fedeltà a Stefano, proclamandolo sovrano, mentre a Maud veniva assegnato il titolo onorifico di Signora degli Inglesi.
Maud non si rassegna e, fiancheggiata dal fratellastro Robert di Glaucester, inizia una sanguinosa lotta per riprendersi la Corona. Le insegne che sfavillano sullo scudo della regina sono le stesse di Goffredo d’Angiò: una pianta di ginestra. Da questo emblema prese nome tutta la sua discendenza: i Plantageneti.
Vi risparmio i dettagli sul terribile periodo che seguì e viene universalmente denominato l’Anarchia.
La disputa per la Corona terminò nel 1153, quando uno Stefano vecchio e avvilito riconobbe come proprio erede Enrico II il Plantageneto, figlio di Maud. Per chi abbia voglia di ulteriori particolari sulla vicenda, vi rimando ad un completo saggio storico ciccando qui.
La vicenda storica fa da sfondo al celeberrimo romanzo storico di Ken Follet, I Pilastri della Terra.
Dal romanzo è stata anche tratta una miniserie televisiva, di cui vi lascio il trailer.