sabato 22 settembre 2012

[Recensione]- Il senso del dolore di Maurizio de GIovanni


"il bambino morto stava all'impiedi, fermo all'incrocio tra Santa Teresa e il Museo"  questo l'incipit folgorante, che racchiude un ossimoro e insieme il cuore dell'intero romanzo "Il senso del dolore" di Maurizio de Giovanni. Protagonista del racconto è il commissario Luigi Alberto Ricciardi, nato barone e diventato poliziotto, nato tra i ricchi e finito a rimestare tra le passioni dei poveri. 
Il commissario Ricciardi ha un dono e una condanna. Il dono, che lui chiama semplicemente "il fatto", consiste nella facoltà di vedere le vittime di morte violenta. Immagini che trattengono l'ultimo barbaglio dell'anima del trapassato, e che sbiadiscono, lentamente, confondendosi tra le nebbie dei ricordi. Ma questo potere è anche la sua condanna, alla solitudine, al sentirsi incompreso. 
Siamo a Napoli, negli anni '30. Gli anni del Regime. In questa storia il commissario dagli occhi di cristallo verde deve indagare su un delitto che sconvolge tutta l'Italia. Al teatro San Carlo viene trovato nel suo camerino, sgozzato come un cane, il grande tenore Arnaldo Vezzi. L'ugula d'oro, il cantante preferito dal Duce.
Vezzi è stato assasinato metre si preparava a interpretare il ruolo di Canio ne I Pagliacci. Accanto al cadavere Ricciardi vede un'ombra diafana, con un braccio alzato, le lacrime che rigano il volto, intenta a cantare sempre lo stesso verso di un'aria lirica. 
Proprio l'indizio fornito dal Fatto riuscirà a mettere il commissario sulle tracce dell'assassino, in un percorso di indagine che lo porterà nei vicoli di Napoli, nei Quartieri Spagnoli, tra povera gente che muore di fame e d'amore.
E mentre investiga Luigi Ricciardi deve fare i conti con la vedova del tenore, la bella e indomita Livia Lucani. Livia ha rinunciato alla sua carriera per essere la moglie del grande Vezzi e ora vorrebbe prendersi una rivincita sul famoso e ormai defunto consorte, dedito con spensieratezza all'adulterio. Livia, insomma, vorrebbe consolarsi con Ricciardi, che sembra indifferente alle avances della vedova.
Un libro struggente e bellissimo, uno dei migliori che abbia letto negli ultimi anni. Questo commissario, dotato di una sensibilità sovrannaturale, con fatica e dolore si carica sulle spalle le sofferenze degli altri. E' difficile non affezionarsi a Ricciardi, che nello stesso tempo suscita tenerezza e una sorta di soggezione. Così ascetico e chiuso, il protagonista sembra lontano dal flusso delle miserie mortali. 
Luigi ci sembra prigioniero in un inverno di lacrime e vento, forse in attesa che arrivi una stagione migliore.

L'autore Maurizio de Giovanni è nato a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 esce il primo racconto che ha per protagonista il commissario Ricciardi, racconto che è ambientato a Napoli negli anni Trenta. Il commissario Ricciardi diventa protagonista di una trilogia. Il primo romanzo, Il senso del dolore, è stato pubblicato in Germania e in Francia.

2 commenti: