domenica 22 dicembre 2013

AURAMALA - IL RE E' VIVO DI IVAN FOWLER. IL SANGUE DEL PLANTAGENETO NELLE VENE DEGLI ITALIANI...






Il mistero mi piace. Chi segue il blog lo sa bene. Mi piace anche la storia e la scienza. Quando tutti questi elementi si intrecciano, non posso rimanere indifferente. E' il caso di AURAMALA (Ivan Fowler, traduzione a cura di Simone Bertelegni e Simone Giugno), romanzo da poco pubblicato dalla associazione culturale Il Mondo di Tels. Non si tratta, in realtà, solo di un bel libro, ma anche e soprattutto di un progetto culturale. Una sfida paleoantropologica che cerca di fare luce sul mistero che avvolge la morte del re Edoardo II. La tradizione vuole che il sovrano sia morto in cattività, dopo essere stato imprigionato nel castello di Berkley ad opera della moglie Isabella di Francia e dal di lei amante, lord Mortimer. La vicenda, ghiotta per i palati affamati di storia, è alla base anche del best seller Mondo senza fine di Ken Follet.
Ad affondare le mani nella controversa vicenda della morte del plantageneto è questa volta Ivan Fowler, musicista e scrittore, e lo fa con la chiave del romanzo. Un libro straordinariamente avvincente, ben scritto e ben tradotto, che suggerisce un epilogo ben diverso rispetto a quello voluto dalla storiografia classica. Come recita il sottotitolo: "Il re è vivo". Scampato alla prigionia forzata, Edoardo II avrebbe finito i suoi giorni come eremita tra i colli dell'oltrepo pavese.
La sua eredità genetica sarebbe ancora presente e rintracciabile nelle popolazioni italiane. Auramala, infatti,è più di un romanzo, ma si configura come una piattaforma multimediale e multidisplinare. Lo studio del DNA mitocondriale, infatti, potrebbe riuscire a rintracciare i discendenti del re Edoardo nella popolazione italiana. 
Io consiglio la lettura a tutti gli appassionati di romanzi storici. Per acquistare in formato kindle, basta cliccare qui.

Ecco la trama:



Il Regno d’Inghilterra è a un passo dalla guerra con la Francia. Edoardo III riesce a finanziare una flotta da sbarco attraverso una linea di credito aperta con sorprendente generosità dai banchieri fiorentini, anche grazie all’intermediazione di un genovese, il ricchissimo Niccolò Fieschi, che dopo appena pochi mesi di permanenza Oltremanica è già riuscito a entrare nel ristretto cerchio degli intimi del sovrano, suscitando invidie e sospetti nell’alta nobiltà inglese. A miglia e miglia di distanza, un misterioso pellegrino gallese, di bell’aspetto e dal portamento elegante, è giunto all’abbazia di Sant’Alberto, non lontano da Pavia, per compiervi un cammino di penitenza. I preparativi di guerra alla Francia e il destino del Gallese, sebbene appaiano due universi distinti, sono in realtà legati fra loro da una misteriosa lettera firmata da Manuele Fieschi, notaio pontificio imparentato con Niccolò. Una copia della missiva viene fornita a John de Ulgham e William de Tels, i migliori agenti segreti della Corona, assieme a un ordine criptico, che li invita a “estirpare la rosa nel giardino dei Fieschi a Pavia”. I due partono perciò per una missione che, dall’Inghilterra al castello di Oramala, sull’Appenino pavese, passando per la Provenza e Genova, li porterà a incrociare le armi con i più efferati sicari d’Europa e soprattutto a ricevere una sconvolgente rivelazione: re Edoardo II è vivo e si cela all’abbazia di Sant’Alberto sotto le spoglie di un fratello converso gallese; di fatto, è prigioniero della famiglia Fieschi, che lo usa come arma di ricatto verso Edoardo III, costringendo quest’ultimo ad approvvigionarsi, con grandissimi esborsi finanziari, di galee, armi e mercenari a Genova in cambio del silenzio sulla vicenda. Per evitare la bancarotta del tesoro reale sembra esserci un’unica soluzione: John de Ulgham e William de Tels devono uccidere il Gallese. Ma un dubbio li tormenta: non si tratta pur sempre di regicidio e di un atto contro chi rende gli uomini re, cioè Dio? Spie, contrabbandieri, duelli cavallereschi, evasioni funamboliche, messaggi da cifrare e decifrare, spietati assassini e complessi giochi di potere rendono Auramala un romanzo mai scontato, avvincente e persino capace di far vacillare secoli di storiografia ufficiale sull’Inghilterra.


2 commenti:

  1. Ciao Luca, passo velocemente solo per lasciarti i miei auguri di buone feste.

    Tanti, tanti auguri.
    Antonella

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  2. Grazie, cara Antonella, tanti auguri anche a te e ai lettori del tuo bellissimo blog!!!

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