sabato 23 febbraio 2013

[Segnalazione] - "Deu ci sia" di Gianluigi Tarditi, un corto per riflettere

Ne "L'arcano della Papessa", il primo romanzo del ciclo dello speziale Tiberio di Castro, il mio protagonista pronuncia la seguente frase: "Avevo speso tanto tempo a studiare, ed ecco, mi sembrava che tutta la sapienza del mondo non fosse sufficiente per comprendere i grandi misteri della vita: l’inizio e la fine, l’Alfa e l’Omega."
A distanza di anni ancora mi riconosco in queste parole. 
Difficile confrontarsi con il mistero della morte. Molti i romanzieri che si sono cimentati con questo ostico argomento. A tale proposito, non posso non citare il romanzo "Accabadora" di Michela Murgia. Un libro che è stato al centro di molti dibattiti e che ha vinto, meritatamente, il premio Campiello 2010. L'Accabadora è, nell'antica tradizione sarda, una donna che pone termine alle sofferenze del malato, previo accordo con i familiari, praticando l'eutanasia. 
Mi sono ricordato, allora, del cortometraggio "Deu ci sia" del regista Gianluigi Tarditi (che firma anche il testo e le musiche del corto). Uno splendido lavoro, presentato durante la rassegna Movieclub a Palestrina nel 2011 e Globo d'Oro nel 2011 (come miglior Cortometraggio). 
Segreti di famiglia sussurati al capezzale di un uomo morente, preghiere biasciate nel crepuscolo, e lei - sa Femina Agabbadora - che incende nella notte per svolgere il suo compito. Sullo sfondo la natura selvaggia della Sardegna, con tutto il suo fascino e la sua forza primigenia.
Ecco il corto, preso direttamente da youtube.
Non fornisce risposte, ma fa riflettere. 

sabato 16 febbraio 2013

[Recensione] - Nero Islanda, ovvero Il piromane di Jón H. Stefánsson

Seyðisfjörður è un non luogo. Un fiordo, nell’estremità orientale di un altro non-luogo che è l’Islanda, terra polare e vulcanica. 
Neve, ghiaccio, e il sole – a tratti - che accende la foschia di bagliori accecanti. 
Questa è l’ambientazione estrema in cui si consuma la vicenda descritta ne “Il piromane” di Jón H. Stefánsson (edito da Atmosphere libri, traduzione di Silvia Cosimini). 
Ecco, in breve, la trama. La piccola città di Seyðisfjörður è sconvolta da un incendio, che distrugge un'abitazione. I proprietari, in vacanza alle Canarie, si salvano. Ma la paura serpeggia per il paese: le autorità scoprono ben presto che il rogo è di natura dolosa.
Per svolgere le indagini viene chiamato sul posto  Valdimar Eggertsson, poliziotto della capitale, uomo schivo e caparbio. Durante il suo soggiorno nella cittadina, Valdimar scopre che un altro incendio è divampato poco tempo prima, devastando la casa del pastore. 
Lungo l'irto percorso investigativo, tra i due eventi incendiari emergono sotterranei legami, una freatica strada fatta di odio e silenzio. 
La neve di Seyðisfjörður copre molti segreti: amanti delusi, loschi traffici di stupefacenti, mogli insoddisfatte in cerca di facili rivalse, dolori incolmabili come la perdita di un figlio. Il piromane, pubblicato in Islanda nel 2009, è un classico enigma della camera chiusa, il tipo di mistery in cui eccelleva proprio Agatha Christie, la regina del giallo. Il colpevole, infatti, deve essere necessariamente uno degli abitanti del fiordo, quasi completamente isolato dal resto dell’isola per il maltempo. 
L’iniziale difficoltà che il lettore potrebbe avvertire a calarsi in un mondo così distante dal nostro, anche da un punto di vista puramente grafico, viene superata grazie all’interessante carrellata di personaggi, tutti molto ben caratterizzati. 
L’intreccio narrativo è ottimamente costruito e porta a una soluzione sorprendente che lascia presagire un seguito. 
Un gradevole giallo classico, con il valore aggiunto della suggestiva ambientazione nordica.

domenica 10 febbraio 2013

[Recensione]- L'ultima eclissi ovvero Stephen King non perde un colpo

"L'ultima eclissi" è il titolo del film (1995, regia di Taylor Hackford) tratto da romanzo Dolores Claiborne di Stephen King, il maestro del brivido. 
Me l'ero quasi dimenticato, questo bellissimo film, con una strepitosa Kathy Bates, nel ruolo della protagonista, e Jennifer Jason Leigh in quello della ragazza dannata.
In breve, la trama. Nella piccola isola di Little Tall muore la ricca vedova Vera Donovan precipitando dalle scale. Accanto alla moribonda viene trovata la sua cameriera, Dolores Claiborne, con un matterello in mano. La donna viene sospettata dell'omicidio. Per discolparsi davanti alla figlia Selena, Dolores è costretta a ripercorrere la sua vita, compreso il suo tormentato matrimonio con il padre di Selena, Joe St. George, uomo violento e dedito all'alcol, morto misteriosamente nel corso di un'eclissi di sole.
La protagonista deve fare i conti anche con il burbero ispettore Mackey, il quale è convinto che Dolores non sia solo colpevole della morte della Donovan, ma anche di quella di Joe.
In un doloroso confronto con la figlia, Dolores è costretta a far riemergere ricordi e segreti, fino alla rivelazione di una sconcertante verità.
Attraverso l'uso sapiente dei flashback, il racconto si svolge su due piani narrativi (resi anche mediante due diverse tonalità cromatiche): il presente con una Dolores vecchia e stanca e una Selena che sta scivolando sulla stessa china del padre, e il passato, incentrato sul rapporto nascente tra la bisbetica Vera e Dolores, entrambe vittime di mariti distratti, traditori o (nel caso di Dolores) violenti.
Continui colpi di scena rilanciano il racconto, che non perde mai il ritmo, ed è reso ancor pù suggestivo dall'ambientazione nel Maine, in una terra desolata sospesa tra cielo e mare, un luogo dimenticato, in cui tutto sembra possibile.