IL LABIRINTO OCCULTO

Dall'8 maggio in libreria la nuova avventura di Tiberio di Castro, speziale romano in esilio nella contea di Gorizia, per l'occasione coinvolto in un'avventurosa fuga lungo le coste istriane. 
Il romanzo "Il labirinto occulto", pubblicato da Leone editore, mi è costato molto impegno in termini di ricerca storica, ma è forse il lavoro a cui ho dedicato più energia e passione. Alcuni personaggi del libro sono realmente esistiti come la regina Anna di Bretagna, il gastaldo Andrea di Liechtestein, il principe Lovro d'Ilok, il podestà Nicolò Contarini, il cardinale Giuliano Della Rovere e (per gli affezionati) Cesare Borgia, già apparso nel mio precendente romanzo. Altri protagonisti di questa storia sono invece nati dalla mia penna, come il chierico Jean Christophe, monsignor Guillame Lafonte, la nobildonna Corinne de Rohan, l'acrobata Marie e la colta Isabella de Visser. Con mia stessa sorpresa, durante la stesura del romanzo, i personaggi inventati hanno cominciato a interagire con quelli storicamente esistiti in modo quasi naturale, prendendomi la mano.
In ogni caso, tra pochi giorni, il risultato sarà sotto i vostri occhi. Intanto, la trama:

Anno del Signore 1503. Nel castello di Gorizia un mercante veneziano viene trovato strangolato nella sua stanza. Il gastaldo di Gorizia vuole fare luce sul delitto e incarica dell’indagine Tiberio di Castro, speziale romano in esilio. Affiancato dalla figlia della vittima, l’affascinante e colta Isabella, e da un misterioso frate, Tiberio inizia un’indagine che lo porta sulle tracce di un’antichissima civiltà. Per dare giustizia alla vittima e recuperare il prezioso manoscritto, lo speziale dovrà fronteggiare le incursioni dei Turchi e sconfessare falsi demoni, in un’avventurosa fuga lungo le coste dell’Istria fino alla Repubblica di Venezia. Nel frattempo a Roma muore il papa maledetto, Alessandro VI, e una forza oscura prepara la strada al compimento di un’inquietante profezia… 

INCIPIT – “Davanti ai suoi occhi si materializzarono i frammenti di una realtà che era ancora sogno, possibilità. Eppure riusciva a vederla. La catena degli eventi che, proprio con quel delitto, aveva innescato. Uno dopo l’altro i tasselli trovavano un incastro, componendosi in un mosaico. Qualcuno sarebbe stato incaricato di indagare sull’omicidio. Non restava che attendere. Le labbra si incresparono in un sorriso. Si coprì il volto con il cappuccio, e scivolò via”.



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